SONIA GANASSI

Dopo aver vinto nel 1990 a Spoleto il concorso A. Belli, ha iniziato la sua carriera a Roma nel 1992, nel Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Da allora svolge un’attività molto intensa nei principali teatri internazionali, spaziando nel suo repertorio dai musicisti già citati ad autori del Settecento (Mozart), del pieno Ottocento (Bizet, Verdi) e perfino del Novecento. Recentemente ha ampliato tipologicamente il repertorio con l’inserimento di ruoli rossiniani sopranili: la protagonista di Elisabetta, regina d’Inghilterra (ROF, 2004), Elena de La donna del lago (Rossini in Wildbad, 2006), Elcia del Mosè in Egitto (ROF, 2011) e soprattutto Ermione (ROF, 2008), contribuendo così alla riproposizione ideale della vocalità di Isabella Colbran, prima moglie di Rossini, passata al registro di soprano dopo l’esordio come contralto, che è stata poi spesso qualificata, utilizzando la terminologia moderna, come mezzosoprano acuto. Il 2 agosto 2010 ha debuttato nell’opera barocca interpretando un altro ruolo sopranile, la protagonista della Rodelinda di Georg Friedrich Haendel, al 36º Festival della Valle d’Itria, in Martina Franca.
Ha cantato sotto la direzione di Claudio Abbado, Riccardo Chailly, Riccardo Muti, Myung-Whun Chung, Wolfgang Sawallisch, Antonio Pappano ed altri importanti maestri. È attiva anche in ambito concertistico, con un repertorio che si estende da Vivaldi sino al Novecento (Stravinskij, Berg).
Ha ricevuto il Premio Franco Abbiati della Critica Musicale Italiana (XVIII edizione – stagione 1997-98) per la sua interpretazione di Zayda nel Dom Sébastien di Donizetti. Recentemente le è stato assegnato dalla Società Catanese Amici della Musica il premio “Bellini d’oro” (2009), per le sue eccellenti interpretazioni dei personaggi di Adalgisa in Norma e di Romeo ne I Capuleti e i Montecchi,[1] nonché il Premio Internazionale “Franco Corelli” (settima edizione, anno 2011) riferito alla Stagione Lirica 2009/10, per le sue esibizioni nel dittico composto da Hin und Zuruck di Paul Hindemith e da L’heure espagnole di Ravel, prodotto e messo in scena dalla Fondazione Teatro delle Muse di Ancona.

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